Ricordi di creta
Con: Gabriele Guida, Federica Benigno
Nuova produzione

L’opera che prende il titolo di “Ricordi di Creta”narra le vicende di Ignis, giovane ragazza con disturbi psicologici, costretta a vivere in un faro con il fratello Argo. Ignis è profondamente turbata dalla convivenza col fratello. Lei maniacale, precisa, concreta. Lui ossessivo, nevrotico, bipolare. Per Ignis tutta la vicenda non è altro che la continua costruzione dei suoi ricordi, già sbiaditi fin dall’inizio. Un’accozzaglia di ricordi sconnessi del fratello si presenteranno dinnanzi a lei, mettendo in difficoltà la sua fragile mente mentre i ricordi cangianti di Argo non faranno altro che giocare con la sua mente ledendola fino al midollo. La becera figura del fratello per Ignis è il monito della sua esistenza così fugace, così incomprensibile. Ignis conta il tempo continuamente affinché esso passi più in fretta possibile. Argo, dal canto suo, giocherà col tempo mostrando varie sfaccettature della sua indole, ora burbera, ora tenera. Ignis, che aveva subito stupri fin da bambina, insieme alla madre, da parte del padre, vive già una realtà confusa in cui il suo modo di vedere il mondo è già, fin dal principiare dell’opera, corrotto. Argo, inerme alla figura del padre, ha affrontato la sua vita accettando la sua condizione senza far nulla per poterla cambiare. Argo è, dunque, un inetto rabbioso che sfoga tutta la sua collera sulla sorella. Il termine più pronunciato dai due personaggi è “sarkazein” che dall’etimologia greca significa LACERARE LA CARNE.La carne e la mente dei due personaggi è già lacerata, il padre di Ignis ed Argo, un pescatore di nomeMinosse, è morto in mare e la madre è malata. I due, infatti, lavorano al faro per sostenere le spese mediche della stessa. Argo si concede, con approcci positivi o negativi, al lavoro più duro mentre Ignis si occupa delle faccende domestiche. L’intera vicenda è ambientata a Creta, da qui il titolo, che rimanda, attraverso un doppio taglio, a ricordi fragili ambientati in quel determinato luogo. Creta è, tra l’altro, l’isola del mito del Minotauro rinchiuso in un labirinto da Dedalo e ucciso da Teseo. Creta è l’isola in cui nacque la civiltà minoica sotto il regno di Minosse, lo stesso nome del padre di Ignis e Argo. Gli scontri tra Ignis e l’accozzaglia di ricordi di Argo saranno tesi, duri a volte ed altre volte romantici e colmi di nostalgia. Argo, sul finire dell’opera, cadendo esattamente nell’atto del “Sarkazein” come fece il padre tenterà di stuprare Ignis. Da lì in poi il testo entrerà in un circolo vizioso, coi due personaggi che ripeteranno la scena iniziale però, stavolta, Ignis, già col cervello in fumo, ucciderà il fratello. Ormai stanca dei soprusi ricevuti dal padre e dallo stesso. Ignis non si renderà conto dell’omicidio compiuto e cercherà sempre Argo continuando a parlare con la sua accozzaglia di ricordi.
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.